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Violenza economica nella coppia: solo il 39% la riconosce quando riguarda il lavoro

Chiedere al partner di rinunciare a una promozione è violenza per il 39% degli italiani. I dati dell'Osservatorio D di Valore D e SWG presentati alla Camera.

Una coppia legge insieme alcuni fogli seduta al tavolo di una cucina luminosa

Chiedere al partner di rinunciare a una promozione è violenza? Solo il 39% degli italiani risponde di sì con certezza. È uno dei dati dell'indagine dell'Osservatorio D, realizzata con SWG e presentata il 3 novembre alla Camera dei Deputati da Valore D, insieme al terzo volume della collana “Dal silenzio all'azione”, dedicato alla violenza economica e curato con Global Thinking Foundation.

Il lavoro è il punto cieco

La violenza economica è una delle forme di violenza di genere meno visibili, perché non lascia segni fisici e raramente porta a una denuncia. Secondo l'indagine, è ancora più difficile da riconoscere quando riguarda il lavoro: tutti i comportamenti legati alla carriera restano sotto il 40% di riconoscimento.

Sulla promozione negata il divario tra i sessi è netto: la considera violenza il 44% delle donne contro il 34% degli uomini. Solo il 36% riconosce come tale lo scoraggiare il partner dall'acquisire nuove competenze e circa uno su tre le pressioni per ridurre l'orario di lavoro e occuparsi della famiglia.

Soldi e controllo nella coppia

Anche il controllo delle spese resta una zona grigia: il 47% non considera con certezza violenza l'obbligo di giustificare ogni acquisto o mostrare gli scontrini al partner. Il 52%, poi, non vede come violenza l'esclusione dalle decisioni finanziarie della famiglia.

Del denaro, del resto, si parla soprattutto in coppia: lo fa il 58% degli intervistati, mentre il 46% ne parla con la famiglia d'origine. Il 58% delle donne considera investimenti e finanza fuori dalla propria portata.

Il 52% chiede alle aziende un impegno maggiore. Tra le misure ritenute più efficaci ci sono i canali di ascolto riservati (38%) e, per il 43% delle donne, l'accredito dello stipendio su un conto intestato solo alla persona che subisce violenza.

Il messaggio, per chi vive una relazione, è semplice: parlare di soldi con trasparenza e rispettare l'autonomia economica e professionale dell'altro sono parte di un rapporto sano.

Fonti: ANSA · Il Sole 24 Ore – Alley Oop · Il Mattino di Padova

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